ELEANOR RIGBY
di Douglas Coupland
Frassinelli - 268 pagine - 17 euro
Sembra che oggi tutte le storie, in particolar modo le più belle e toccanti, parlino di solitudine.
Eleanor, al secolo Liz Dunn, ha scelto per il proprio indirizzo email il nome della protagonista della canzone dei Beatles, sola per eccellenza: questa è la caratteristica saliente della sua vita, e questo è tutto ciò che in realtà definisce questa donna e la rende speciale: nient'altro di notevole potrebbe albergare nella scialba, grassoccia, quarantenne Liz.
Eccezionale come Coupland abbia saputo raccontare l'abissale solitudine di questa donna, le strategie disperate per arrivare incolume fino all'ora di andare a dormire, la difficoltà di vivere con sé stessa, la parabola che la spinge ad uscire dalla palude e a vivere qualcosa che neppure nei suoi sogni più arditi avrebbe mai osato immaginare, tutto questo senza mai una riga troppo pesante, né una sola parola di cinismo compiaciuto, né per altro mai una pennellata di grottesco.
Parabola il percorso che compie Liz da quando la incontriamo a quando la lasciamo, cambiata in modo irreversibile, molto più felice e condannata al contempo a un destino ben peggiore di quello che immaginava: parabola, in un altro senso, la sequenza degli avvenimenti che compongono la narrazione, perfettamente accettabili di per sé oppure (forse) simbolo e specchio di qualcos'altro molto più lontano.
Bello, strano, commovente, equilibrato e ben raccontato. Un gran bel libro.
di Douglas Coupland
Frassinelli - 268 pagine - 17 euro
Sembra che oggi tutte le storie, in particolar modo le più belle e toccanti, parlino di solitudine.
Eleanor, al secolo Liz Dunn, ha scelto per il proprio indirizzo email il nome della protagonista della canzone dei Beatles, sola per eccellenza: questa è la caratteristica saliente della sua vita, e questo è tutto ciò che in realtà definisce questa donna e la rende speciale: nient'altro di notevole potrebbe albergare nella scialba, grassoccia, quarantenne Liz.
Eccezionale come Coupland abbia saputo raccontare l'abissale solitudine di questa donna, le strategie disperate per arrivare incolume fino all'ora di andare a dormire, la difficoltà di vivere con sé stessa, la parabola che la spinge ad uscire dalla palude e a vivere qualcosa che neppure nei suoi sogni più arditi avrebbe mai osato immaginare, tutto questo senza mai una riga troppo pesante, né una sola parola di cinismo compiaciuto, né per altro mai una pennellata di grottesco.
Parabola il percorso che compie Liz da quando la incontriamo a quando la lasciamo, cambiata in modo irreversibile, molto più felice e condannata al contempo a un destino ben peggiore di quello che immaginava: parabola, in un altro senso, la sequenza degli avvenimenti che compongono la narrazione, perfettamente accettabili di per sé oppure (forse) simbolo e specchio di qualcos'altro molto più lontano.
Bello, strano, commovente, equilibrato e ben raccontato. Un gran bel libro.




