L'ANNO DELL'URAGANO
di Joe R. Lansdale
Fanucci editore - 153 pagine - 7,90 Euro
La splendida, semitropicale Galveston, che nel 1900 gareggia con New York per il titolo della città più bella d'America, sta per essere distrutta.
"Lil" Arthur Johnson non ha niente se non la propria testardaggine e la propria pazienza; vive con la sua famiglia nei Flats, la baraccopoli dei neri di Galveston, ha iniziato con le Battle Royale (una specie di arena in cui i neri combattono nudi e con le maschere da Sambo per lo spasso dei bianchi), ha avuto l'inaudita sfacciataggine di battere Forrest, il campione di boxe dello Sporting Club, diventando a tutti gli effetti il nuovo campione.
In quegli anni non si dava un nome agli uragani, ma questo non ha bisogno di nomi: è "l'uragano", la mamma di tutti gli uragani, e negli anni successivi basta nominarlo per sapere di cosa si parla.
E non è questo l'unico cataclisma che si sta avvicinando a Galveston: anche Jim McBride sta arrivando, bianco, incazzato, simpatico come un attacco di diarrea, pagato fior di quattrini dai dirigenti dello Sporting Club per un lavoro che farebbe anche gratis: pestare a morte "Lil" Arthur in un "incontro di boxe" e restituire ai bianchi il proprio onore infangato.
Entrambi i cataclismi si abbattono su Galveston nello stesso momento, "in un pomeriggio più caldo di due ratti che trombano in un calzino di lana"...
Da leggere, scivola via che è un piacere, intelligenza e ironia condita con un linguaggio perfetto, né più né meno, per quel che deve fare: un piccolo ma apprezzato omaggio è la nota dell'autore scritta esclusivamente per i lettori italiani.
Gustoso, davvero.
di Joe R. Lansdale
Fanucci editore - 153 pagine - 7,90 Euro
La splendida, semitropicale Galveston, che nel 1900 gareggia con New York per il titolo della città più bella d'America, sta per essere distrutta.
"Lil" Arthur Johnson non ha niente se non la propria testardaggine e la propria pazienza; vive con la sua famiglia nei Flats, la baraccopoli dei neri di Galveston, ha iniziato con le Battle Royale (una specie di arena in cui i neri combattono nudi e con le maschere da Sambo per lo spasso dei bianchi), ha avuto l'inaudita sfacciataggine di battere Forrest, il campione di boxe dello Sporting Club, diventando a tutti gli effetti il nuovo campione.
In quegli anni non si dava un nome agli uragani, ma questo non ha bisogno di nomi: è "l'uragano", la mamma di tutti gli uragani, e negli anni successivi basta nominarlo per sapere di cosa si parla.
E non è questo l'unico cataclisma che si sta avvicinando a Galveston: anche Jim McBride sta arrivando, bianco, incazzato, simpatico come un attacco di diarrea, pagato fior di quattrini dai dirigenti dello Sporting Club per un lavoro che farebbe anche gratis: pestare a morte "Lil" Arthur in un "incontro di boxe" e restituire ai bianchi il proprio onore infangato.
Entrambi i cataclismi si abbattono su Galveston nello stesso momento, "in un pomeriggio più caldo di due ratti che trombano in un calzino di lana"...
Da leggere, scivola via che è un piacere, intelligenza e ironia condita con un linguaggio perfetto, né più né meno, per quel che deve fare: un piccolo ma apprezzato omaggio è la nota dell'autore scritta esclusivamente per i lettori italiani.
Gustoso, davvero.




