LA GUERRA DEGLI ELFI
di Herbie Brennan
Mondadori - 313 pagine - 14,80 Euro
L'occasione dell'uscita del secondo capitolo di questo libro, "Il nuovo re", è stata la gradita scusa per rileggere invece questo, che ne costituisce il primo volume, per riprendere le fila della storia.
Non è l'ordine cronologico il motivo per cui ho deciso di commentare questo volume anziché il più recente: è semplicemente che questo è di gran lunga migliore, più spontaneo, meno furbo e più rispettoso del lettore di quanto non sia invece il secondo.
Certo, è decisamente un libro per ragazzi, ma nemmeno troppo se si considera che l'episodio di apertura descrive come la madre del giovane protagonista si scopre improvvisamente omosessuale, e si innamora di Anaïs, la sensuale segretaria del padre.
Questo episodio dà immediatamente la misura di come Brennan non tratti affatto i suoi lettori, giovani o adultio che siano, come sciocchi: ha al contrario ben presente come la sua storia debba guadagnarsi il rispetto del lettore, e debba essere credibile se vuole essere creduta.
Naturalmente un fantasy è pur sempre un fantasy: quando Henry, il protagonista, incontra il suo omologo Pyrgus, che vive in una dimensione parallela raggiungibile attraverso portali fra le due realtà, non c'è molta scelta: ti turi il naso, chiudi gli occhi e ti tuffi, e se non sei il tipo che nuota in questi mari non puoi trovarti bene.
Tuttavia rispetto ad altri libri fantasy questo è concreto nella narrazione, denso e teso nella storia, sorridente e a volte beffardo, e mai autoindulgente, accurato nella descrizione di macchinari e tecnologie che, se non sono reali, sono certamente probabili.
Tutto questo anche con l'aiuto di personaggi secondari molto vivaci e spesso sorprendenti, come Bombix e Sulfureo, gli ingegneri del re, il re stesso e soprattutto il signor Fogarty, un ottuagenario scienziato dal talento multiforme e dal passato misterioso (e anche qui, agilmente schivate dall'autore le innumerevoli trappole del luogo comune, almeno in questo primo volume: gradevole e abile la caratterizzazione dell'eccentrico anziano).
Inoltre nulla in questo libro lascia intuire che sia la prima puntata di una serie: la conclusione è informale, senza nulla di epico, ma la storia è completa e soddisfcente, come un piatto ben cucinato in una cena fra amici.
di Herbie Brennan
Mondadori - 313 pagine - 14,80 Euro
L'occasione dell'uscita del secondo capitolo di questo libro, "Il nuovo re", è stata la gradita scusa per rileggere invece questo, che ne costituisce il primo volume, per riprendere le fila della storia.
Non è l'ordine cronologico il motivo per cui ho deciso di commentare questo volume anziché il più recente: è semplicemente che questo è di gran lunga migliore, più spontaneo, meno furbo e più rispettoso del lettore di quanto non sia invece il secondo.
Certo, è decisamente un libro per ragazzi, ma nemmeno troppo se si considera che l'episodio di apertura descrive come la madre del giovane protagonista si scopre improvvisamente omosessuale, e si innamora di Anaïs, la sensuale segretaria del padre.
Questo episodio dà immediatamente la misura di come Brennan non tratti affatto i suoi lettori, giovani o adultio che siano, come sciocchi: ha al contrario ben presente come la sua storia debba guadagnarsi il rispetto del lettore, e debba essere credibile se vuole essere creduta.
Naturalmente un fantasy è pur sempre un fantasy: quando Henry, il protagonista, incontra il suo omologo Pyrgus, che vive in una dimensione parallela raggiungibile attraverso portali fra le due realtà, non c'è molta scelta: ti turi il naso, chiudi gli occhi e ti tuffi, e se non sei il tipo che nuota in questi mari non puoi trovarti bene.
Tuttavia rispetto ad altri libri fantasy questo è concreto nella narrazione, denso e teso nella storia, sorridente e a volte beffardo, e mai autoindulgente, accurato nella descrizione di macchinari e tecnologie che, se non sono reali, sono certamente probabili.
Tutto questo anche con l'aiuto di personaggi secondari molto vivaci e spesso sorprendenti, come Bombix e Sulfureo, gli ingegneri del re, il re stesso e soprattutto il signor Fogarty, un ottuagenario scienziato dal talento multiforme e dal passato misterioso (e anche qui, agilmente schivate dall'autore le innumerevoli trappole del luogo comune, almeno in questo primo volume: gradevole e abile la caratterizzazione dell'eccentrico anziano).
Inoltre nulla in questo libro lascia intuire che sia la prima puntata di una serie: la conclusione è informale, senza nulla di epico, ma la storia è completa e soddisfcente, come un piatto ben cucinato in una cena fra amici.




