LA VERITÀ SUL CASO D.
di Carlo Fruttero & Franco Lucentini, Charles Dickens
Einaudi - 373 pagine - 11,50 Euro
di Carlo Fruttero & Franco Lucentini, Charles Dickens
Einaudi - 373 pagine - 11,50 Euro
Dopo "La donna della domenica" torniamo a parlare dei nostri due grandi, Fruttero e Lucentini, stavolta in brillante compagnia: nientemeno che Charles Dickens, con cui i nostri si impegnano in un romanzo "a sei mani".
Nel 1870, per una specie di gioco letterario con un amico-rivale scrittore, Dickens pubblica a fascicoli mensili il "Mistero di Edwin Drood", storia avvincente che costituisce oggi una gioia e un tormento per molti amanti dello scrittore inglese.
Infatti, dopo il sesto fascicolo, quando ormai la conclusione del Mistero era praticamente dietro l'angolo, Dickens ha avuto la cattiva pensata di morire lasciando, oltre a un grandissimo vuoto, un avvincente romanzo "giallo" incompiuto.
Com'è facile immaginare, nei centotrentacinque anni seguiti alla morte dello scrittore innumerevoli sono stati i tentativi di sciogliere il mistero lasciato così poco opportunamente in sospeso: questo è appunto il tentativo fatto da Lucentini e da Fruttero, le cui elucubrazioni nel romanzo sono sostenute dai più grandi detective della letteratura gialla contemporanea, da Padre Brown a Hercule Poirot, da Marlowe a Porfirij Petrovic, da Dupin a Sherlock Holmes.
In una piovosa giornata romana si incontrano, in un lussuoso albergo dell'EUR, riuniti da potenti quanto misteriosi sponsor giapponesi, le maggiori personalità dei propri campi d'indagine suddivisi in sei gruppi: ciascuno di questi gruppi ha il compito di completare, a tutto beneficio del ritorno d'immagine dei misteriosi e prodighi sponsor, una grande opera incompiuta del passato: e al nostro gruppo di detective tocca per l'appunto il "Mistero di Edwin Drood".
Così la lettura del romanzo di Dickens, riportato integralmente per la parte che è giunta fino a noi, è intervallata dalle ironiche scene di vita comune di quella che potrebbe essere una qualsiasi conferenza con dei "pezzi grossi qualsiasi", che dopotutto si rivelano umani e pieni di difetti.
Questo ricchissimo libro offre innanzitutto il privilegio di leggere l'ultimo romanzo di Charles Dickens, commentato e spiegato in modo deliziosamente ironico ma competente e profondo: poi un divertissement imperdibile per gli amanti della letteratura gialla, con i loro eroi preferiti tutti insieme a rimboccarsi le maniche su un "caso" di tutto rispetto; una narrazione simpaticissima e ironica di quella che dovrebbe essere una settimana in un serio ambiente accademico e si rivela invece un'ottima scusa per gli "studiosi" per accapigliarsi al tavolo del buffet, come tutti gli accademici che si rispettino; ed infine, last but not least, una sorpresa finale che sorprende davvero, e la piacevole suspance che accompagna tutta la lettura mentre noi siamo lì a fare scommesse sui vari possibili colpevoli.
Un libro delizioso e di altissima qualita, come sanno fare solo questi due grandi scrittori italiani, che contiene un altro bellissimo romanzo, di quelli che solo il grande Charles sapeva scrivere.
Da leggere, decisamente, in qualsiasi momento e qualunque sia il genere di cui si ha voglia.
Nel 1870, per una specie di gioco letterario con un amico-rivale scrittore, Dickens pubblica a fascicoli mensili il "Mistero di Edwin Drood", storia avvincente che costituisce oggi una gioia e un tormento per molti amanti dello scrittore inglese.
Infatti, dopo il sesto fascicolo, quando ormai la conclusione del Mistero era praticamente dietro l'angolo, Dickens ha avuto la cattiva pensata di morire lasciando, oltre a un grandissimo vuoto, un avvincente romanzo "giallo" incompiuto.
Com'è facile immaginare, nei centotrentacinque anni seguiti alla morte dello scrittore innumerevoli sono stati i tentativi di sciogliere il mistero lasciato così poco opportunamente in sospeso: questo è appunto il tentativo fatto da Lucentini e da Fruttero, le cui elucubrazioni nel romanzo sono sostenute dai più grandi detective della letteratura gialla contemporanea, da Padre Brown a Hercule Poirot, da Marlowe a Porfirij Petrovic, da Dupin a Sherlock Holmes.
In una piovosa giornata romana si incontrano, in un lussuoso albergo dell'EUR, riuniti da potenti quanto misteriosi sponsor giapponesi, le maggiori personalità dei propri campi d'indagine suddivisi in sei gruppi: ciascuno di questi gruppi ha il compito di completare, a tutto beneficio del ritorno d'immagine dei misteriosi e prodighi sponsor, una grande opera incompiuta del passato: e al nostro gruppo di detective tocca per l'appunto il "Mistero di Edwin Drood".
Così la lettura del romanzo di Dickens, riportato integralmente per la parte che è giunta fino a noi, è intervallata dalle ironiche scene di vita comune di quella che potrebbe essere una qualsiasi conferenza con dei "pezzi grossi qualsiasi", che dopotutto si rivelano umani e pieni di difetti.
Questo ricchissimo libro offre innanzitutto il privilegio di leggere l'ultimo romanzo di Charles Dickens, commentato e spiegato in modo deliziosamente ironico ma competente e profondo: poi un divertissement imperdibile per gli amanti della letteratura gialla, con i loro eroi preferiti tutti insieme a rimboccarsi le maniche su un "caso" di tutto rispetto; una narrazione simpaticissima e ironica di quella che dovrebbe essere una settimana in un serio ambiente accademico e si rivela invece un'ottima scusa per gli "studiosi" per accapigliarsi al tavolo del buffet, come tutti gli accademici che si rispettino; ed infine, last but not least, una sorpresa finale che sorprende davvero, e la piacevole suspance che accompagna tutta la lettura mentre noi siamo lì a fare scommesse sui vari possibili colpevoli.
Un libro delizioso e di altissima qualita, come sanno fare solo questi due grandi scrittori italiani, che contiene un altro bellissimo romanzo, di quelli che solo il grande Charles sapeva scrivere.
Da leggere, decisamente, in qualsiasi momento e qualunque sia il genere di cui si ha voglia.
categoria: autori d e f, autori j k l, titoli g h i, titoli m n o
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