BOLOGNA
No, non è il titolo di un libro, è proprio la città.
Fra recensioni di libri e -raramente- siti Internet, Bologna trova il suo posto qui proprio perché è la città dei libri per eccellenza: qui se ne vedono in una sola giornata, quanti non si incontrano in un mese a Roma o a Milano o a Napoli.
Naturalmente si potrebbero coprire pagine e pagine con la bellezza delle sue piazze, chiese, torri: c'è una torre pendente anche qui, e io l'ho scoperto sabato scorso!
C'è una chiesa che contiene una magnifica meridiana seicentesca che corre lungo tutta la navata, di sbiego, e segna le ore, i segni zodiacali e le stagioni....
E i portici, chilometri e chilometri di portici, che puoi farti tutto il centro passeggiando e farti un baffo se piove, tanto non c'è posto che tu non possa raggiungere stando al coperto.
E poi vicoli, gallerie, sottopassaggi, retropassaggi, entropassaggi, passerelle e passeggiate, una dentro l'altra come un labirinto in tre dimensioni, con la pulizia immacolata che regna ovunque, con la cortesia profonda della gente, col cibo giustamente celeberrimo, coi parchi grandi e belli e curatissimi; ma noi di libri dobbiamo parlare, e di questi anche, Bologna offre generosamente.
Ogni venti passi c'è una libreria: librerie generiche, mercatini di libri all'aperto, librerie antiquarie che tutto sanno tranne che di muffa, librerie fuori sotto i portici, librerie di rarità, librerie scientifiche, librerie internazionali, libri ovunque, signore ottuagenarie che leggono di filosofia sull'autobus, accanto ai ragazzi coi diari del Che, tanto per capirci.
Se visitate la città di giorno tenete gli occhi aperti finché trovate un quartiere semideserto, pieno di portoni e saracinesche dipinte con scene conviviali o fraticelli con boccali di birra: è il quartiere dei pub, che di giorno sembra una città fantasma, e di notte si anima di tutti i ragazzi bolognesi che vengono a "vivere", da bravi emiliani. Qui c'è la più bella delle librerie, una stanza grande come la cucina della nonna con libri tutti stropicciati che traboccano dagli scaffali: sono tutti "salvati dal macero", testuali parole del libraio, e con dieci euro ve ne portate via tanti da togliervi la voglia.
Questa libreria resta aperta quando ci sono i suoi frequentatori, ossia di notte: ben difficilmente la potrete visitare prima delle sei di sera. Nelle notti d'estate il libraio proietta pellicole sul muro di fronte, e puoi passeggiare in un film neorealista, oppure fermarti a guardarlo, e se glielo chiedi te lo spiega.
Se glielo domandi, ti insegna anche come si fa ad aprire una libreria senza spendere un centesimo, e di come lui ha iniziato con trenta libri che ha trovato in una cantina, e a sentire lui sembra davvero possibile prender su e aprire un franchising. Lo ammetto, mentre parlavo con lui, ci ho pensato sul serio.
Quando gli chiedi se non gli capita mai di affezionarsi ad un libro al punto tale da non volerlo vendere, abbassa gli occhi e ti risponde: -Sì, tutti-.
E la biblioteca!
La bilioteca di Bologna, che posto magnifico!
L'atrio immenso ha un pavimento di cristallo, si cammina sospesi sopra una città d'epoca romana con pozzi, case e strade: e alzando gli occhi, su su oltre i loggioni in cui fermarsi a leggere e le colonne ricoperte di fregi dorati, un soffitto indescrivibile per bellezza e ricchezza degli affreschi, dieci metri sopra la testa: e dentro la biblioteca vera e propria tre sezioni dedicate ai bimbi, ai grandicelli e ai ragazzi, e sono proprio uno spettacolo questi bimbetti di due o tre anni che piangono perché non vogliono mollare il libro e venire a casa!
La sezione per gli adulti poi è magnifica: una sala immensa divisa solo da scaffali ad altezza uomo e poltrone, angoletti, salottini, divani, triclini, scrivanie e qualsiasi altra cosa comoda possa servire a sostare per leggere o per studiare, postazioni internet accessibili anche ai disabili, una miriade id VHS, DVD, CD-ROM, CD audio, giornali, riviste, e la chicca più bella, una sezione della biblioteca per persone di culture diverse (non una sezione per le lingue, ma una parte della biblioteca pensata per arabi, cinesi, giapponesi, perché, come dice il mio amore, "è così che si diventa amici").
Andateci.
È una città bellissima, Bologna.




