IL MARE DI LEGNO
di Jonathan Carroll
LAIN - 315 pagine - 12,50 Euro
In quarta di copertina leggiamo un'entusiastica recensione del "Guardian", sulla quale concordo in parte. Infatti si legge: "È impossibile incasellare 'il mare di legno'", e almeno su questo sono perfettamente d'accordo.
Il fatto è che secondo il Guardian ciò accade perché il libro è magnifico e profetico: io al contrario ho avuto la netta sensazione di aver letto solo mezzo romanzo, e per capire quel che ho letto avrei bisogno di molte, ma molte altre spiegazioni. Non che sia un brutto romanzo, tutt'altro: lo stile inquietante e divertente di Carroll fornisce forza e vigore alla storia, dotata di spunti stimolanti. Però, diciamoci la verità, se la stessa storia ce la venisse a raccontare un altro scrittore qualunque, non glielo perdoneremmo.......
All'incirca (maggiore precisione non mi è possibile) si tratta di questo: Frannie McCabe, capo della polizia di una piccola cittadina, marito dell'amatissima Magda e patrigno orgoglioso della quattordicenne Pauline, ex scavezzacollo redento ma non troppo, accoglie un randagio malconcio dall'improbabile nome di Antica Virtute stampato sul collare. Il cane non fa in tempo a marcare gli angoletti della stazione di polizia che soccombe a tutti i malanni che si porta indosso. Fin qui tutto bene: però dopo che Frannie ha seppellito il cane in mezzo al bosco e se lo è invece ritrovato nel bagagliaio della macchina della moglie, la quale macchina ha opportunamente evitato di farsi mettere in moto se non da Frannie, la storia inizia a diventare più assurda che divertente.
Viene introdotto, alquanto brutalmente, un provvidenziale amico svitato e geniale: veniamo informati che in uno dei futuri possibili l'amico si reincarna in Antica Virtute con tanto di zampa mancante; Frannie riceve la visita di diverse versioni di sé stesso, nonché di altri inquietanti personaggi che si rivelano essere nientemeno che alieni (ma di colore, e dal viso rassicurante, perciò niente paura) alla ricerca del senso della vita e di una sveglia per Dio.
Credo che ce ne sia a sufficienza: ecco cosa intendevo quando parlavo di una storia insostenibile.
Come a contrasto, risalta invece l'innegabile bravura di Carroll nel raccontare, grazie alla quale il libro si salva.
Sarebbe potuto essere anche un buon libro, forse un ottimo libro, perché (lo ripeto di nuovo) Carroll scrive davvero bene: peccato che si sia dimenticato le ultime duecentocinquanta pagine prima di pubblicarlo!
Si salva comunque per i momenti originali, come ad esempio il confronto con un sé stesso adolescente, e bambino, e vecchio (e soprattutto la sorpresa di vedere queste persone comportarsi in modo del tutto diverso da come il nostro io attuale avrebbe immaginato, e la facilità di voler bene a questi sé stesso/altra persona): però alla fine mo sono ritrovata a pensare che avrei potuto usare il mio tempo in modo molto migliore. Peccato.......




